Breve Presentazione
Un caloroso benvenuto a tutti, io mi chiamo Antonino. Questo Blog nasce con l'intenzione di dare vita a un luogo di riflessione e divulgazione di temi quali l'Ufologia e la spiritualità, e magari anche creare un punto di incontro per chi come me, crede in un piano divino che attualmente si sta muovendo per aiutarci a trasformare il nostro mondo, in qualcosa di più evoluto e luminoso. Invito chi intende partecipare agli argomenti quì esposti, ad utilizzare un linguaggio corretto, nel rispetto di tutti i lettori. Gli argomenti esposti sono di carattere personale, e non devono essere considerati, come delle testate giornalistiche, riportanti informazioni ufficiali.
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domenica 3 giugno 2012
Non tutto il male vien per nuocere
Qualcuno avrà già sicuramente sentito la frase sopra citata, ma pochi riescono a metabolizzarla perchè la comprensione richiede una certa apertura mentale e spirituale, e questo costa tempo e energia.
Per raccogliere un frutto dall'albero a volte è necessario arrampicarsi ed allungare il braccio per arrivare a coglierlo.
L'essere che vive la realtà umana in una totale immersione, fatica a vedere oltre il pelo dell'acqua, molto spesso è preso dalle circostanze che si sviluppano nel mondo illusorio che vive. Egli partorisce drammi, sofferenze, giudizi, contrasti ecc. non comprende che tutto questo giunge con una benedizione per insegnare unione spirituale con Dio (realtà) e distacco dal materiale (illusione).
Non credere in nulla può essere un enorme peso da sopportare, quando ci si trova puntualmente ad affrontare le prove che la vita ci pone di fronte per offrire la possibilità di discernere e divenire maggiormente consapevoli.
Qualcuno a mai provato ad osservare i propi pensieri da angolazioni differenti? siete davvero convinti che esista una sola ragione? una sola spiegazione? per ogni circostanza? Cosa accade quando un pensiero viene impacchettato? non vi è più necessita di cercare altrove?.
il mio pensiero pacchetto è prezioso e non lo sostituisco con nessun altro. Allora avviene una chiusura nella propria mente, quello che si potrebbe definire paletto o blocco.
Di quì non passa nessuno, divento irremovibile!
E va benissimo. Si tratta di capire dove piantarli questi paletti. che percorso vogliamo creare? dove vogliamo dirigerci per comprendere meglio chi siamo? Vi lascio alle vostre riflessioni.
Argomento
Pensieri
sabato 2 giugno 2012
Percorrere la via del servizio agli altri
Sii buono con te stesso. Coltiva un vero e proprio amore per la vita e per l’essere.
Sii veramente grato ogni giorno verso il Creatore Infinito, perché ti ha dato l'opportunità di essere, e per la sua generosità.
Sei ‘sopravvissuto’ fino a questo punto, non è vero? Non si può avere tutto ciò che si desidera, ma si possiede tutto il necessario al fine di completare la missione per cui ci si è incarnati qui. Rendi grazie per questo.
Mostra riconoscenza e gratitudine verso l’Infinito Creatore per tutto ciò che ha fatto e sta facendo per te. Egli ti ha fatto dono dell'esperienza di vita e ti ha offerto il libero arbitrio per decidere cosa creare attraverso esso.
Presta molta attenzione ai tuoi pensieri, in quanto sono più potenti di quanto tu possa immaginare.
Quando si proviene da un luogo di amore e servizio al tuo Creatore, una vita al servizio degli altri diventerà una naturale conseguenza.
Poniti sempre in cerca del modo con cui puoi renderti di aiuto per i tuoi simili.
Tira su le persone, e non buttarle giù. Sii un faro di luce in un mondo oscuro.
Magari la vecchia signora ha bisogno di una mano con le borse della spesa? Come trattate i senzatetto che vi chiedono qualche spicciolo di elemosina? Avete mai sentito parlare di Angeli in Incognito? Sforzatevi di vedere la scintilla divina nel cuore di tutti gli esseri.
Trattateli come vorreste essere trattati voi stessi, e come se fossero il vostro creatore che stia parlandovi direttamente.
"Infatti, ciò che farete all’ultimo di questi, voi lo starete facendo a me."
Tenete presente le leggi di radiazione ed attrazione. I vostri pensieri, parole e azioni vi ritornano indietro. In definitiva, coltivate uno spirito di umile gratitudine.
Non si può sbagliare in questo. Il desiderio di servire fluisce naturalmente da un cuore riconoscente.
tratto da
HIDDEN HAND: UNA FINESTRA DI OPPORTUNITA’
http://www.abovetopsecret.com/forum/thread402958/pg1
Traduzione di http://www.anticorpi.info/
Traduzione di Anticorpi.info
Argomento
Verso la Luce
domenica 27 maggio 2012
Libertà di essere sè stessi
Probabilmente il limite più grande per l'uomo è sentirsi libero del solo fatto che può decidere per sè stesso, senza rendersi conto di essere schiavo della sua stessa avidità...
Spesso ci si affanna per avere le cose migliori dal mondo, dagli altri, da Dio, creando competizioni e invidie tra la gente, per seguire lo standard di una società definità da qualcuno... "moderna".
Vedo uomini e donne totalmente immersi in pensieri angoscianti scaturiti dal modello di competitività terrestre che premia un solo vincitore.
Un gioco che se preso troppo seriamente può lacerare l'anima rendendola inquieta ed arrogante.
Il trascorrere dei giorni sembra donarmi nuove intuizioni che servono lo specchiarsi del mio essere con Dio, e di questo provo infinita gratitudine.
Mi accorgo di essere un diverso, dove gli altri vanno per conquistarsi un posto d'onore in prima fila, io percorro la direzione opposta per contemplare la ricchezza del silenzio interiore. Non mi sento contrariato nel vedere altri esseri dirigersi da dove io mi allontano, perchè qualsiasi esperienza è preziosa e ne ho rispetto.
Argomento
Pensieri
mercoledì 23 maggio 2012
Il sacco di patate
Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate.
“Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate. “Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. “Poi ne parleremo.” Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era diventato anche sgradevole. Finalmente, la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo. “Nessuna riflessione sulla cosa?” “Sì, maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po’, peggiora.” “Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?” “Dobbiamo sforzarci di perdonare.” “Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco.
Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?” “Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costato molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti.” “Molto bene, possiamo togliere tutte le patate. Ci sono altre persone che ti hanno offeso o irritato nell’ultima settimana?” Il discepolo rifletté per un momento e ammise che ce n’erano. Improvvisamente rimase sgomento, quando si rese conto che il sacco vuoto si sarebbe riempito di nuovo. “Maestro” chiese, “se continuiamo così, non ci saranno sempre patate nel sacco, settimana dopo settimana?” “Sì, finché ci saranno persone che diranno o faranno cose contro di te in qualche modo, tu avrai sempre patate.” “Ma Maestro, noi non potremo mai controllare quello che gli altri fanno. Cosa c’è di buono nel Tao allora?” “Questo non è ancora il Tao.
Quello di cui abbiamo parlato finora è l’approccio convenzionale al perdono. E’ quello che tante filosofie e religioni predicano – dobbiamo costantemente sforzarci di perdonare, perché questa è una virtù importante. Questo non è il Tao, perché non c’è sforzo nel Tao.” “Allora cosa è il Tao, Maestro?” “Prova ad immaginarlo. Se le patate sono le emozioni negative, allora cosa è il sacco?” “Il sacco è… quello che mi permette di trattenere la negatività. E’ qualcosa dentro di noi che ci fa persistere sui sentimenti offesi… Ah, è il mio tronfio senso di auto-stima.” “E cosa succede se te ne liberi?” “Allora… le cose che la gente fa o dice contro di me non sembrano più un gran problema.” “In tal caso, non avrai nessun nome da scrivere sulle patate. Questo significa niente più peso da portare e niente più puzza.
Il Tao del perdono è la decisione cosciente non solo di togliere le patate… ma di abbandonare l’intero sacco.”
“Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco”.
Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate. “Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana” disse il saggio. “Poi ne parleremo.” Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era diventato anche sgradevole. Finalmente, la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo. “Nessuna riflessione sulla cosa?” “Sì, maestro” rispose il discepolo. “Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi e, dopo un po’, peggiora.” “Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?” “Dobbiamo sforzarci di perdonare.” “Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco.
Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?” “Ci ho pensato molto, Maestro” disse il discepolo. “Mi è costato molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti.” “Molto bene, possiamo togliere tutte le patate. Ci sono altre persone che ti hanno offeso o irritato nell’ultima settimana?” Il discepolo rifletté per un momento e ammise che ce n’erano. Improvvisamente rimase sgomento, quando si rese conto che il sacco vuoto si sarebbe riempito di nuovo. “Maestro” chiese, “se continuiamo così, non ci saranno sempre patate nel sacco, settimana dopo settimana?” “Sì, finché ci saranno persone che diranno o faranno cose contro di te in qualche modo, tu avrai sempre patate.” “Ma Maestro, noi non potremo mai controllare quello che gli altri fanno. Cosa c’è di buono nel Tao allora?” “Questo non è ancora il Tao.
Quello di cui abbiamo parlato finora è l’approccio convenzionale al perdono. E’ quello che tante filosofie e religioni predicano – dobbiamo costantemente sforzarci di perdonare, perché questa è una virtù importante. Questo non è il Tao, perché non c’è sforzo nel Tao.” “Allora cosa è il Tao, Maestro?” “Prova ad immaginarlo. Se le patate sono le emozioni negative, allora cosa è il sacco?” “Il sacco è… quello che mi permette di trattenere la negatività. E’ qualcosa dentro di noi che ci fa persistere sui sentimenti offesi… Ah, è il mio tronfio senso di auto-stima.” “E cosa succede se te ne liberi?” “Allora… le cose che la gente fa o dice contro di me non sembrano più un gran problema.” “In tal caso, non avrai nessun nome da scrivere sulle patate. Questo significa niente più peso da portare e niente più puzza.
Il Tao del perdono è la decisione cosciente non solo di togliere le patate… ma di abbandonare l’intero sacco.”
Argomento
Storie Zen
sabato 19 maggio 2012
Al di là della apparenze
D'istinto quando l'uomo ha che fare con qualcosa che non gli piace, tende a riversare il proprio disprezzo per quella cosa, spesso con emotività e atteggiamenti negativi. Con il passare degli anni specchiandomi con Dio mi sono reso conto che la non accettazione e il disprezzo verso l'esterno possono essere qualcosa di particolarmente prezioso per noi, perchè ci mostrano ogni nostra debolezza!
Più siamo irrascibili e negativi e più coltiviamo in noi debolezze che ci rendono sempre più vulnerabili. Tutta questa negatività emotiva come se non bastasse si riversa nel nostro interno e con il tempo può danneggiare la salute. Qualcuno disse : "Non aspettatevi di vedere e parlare del male degli altri senza che questo non venga seminato in voi stessi". Siate puri gocce d'acqua e astuti come serpenti.
Queste parole sono un esempio lampante di come il macro cosmo sia strettamente legato con il microcosmo. I 2 seppur in apparenza separati sono uno parte dell'altro e si influenzano vicevolmente.
Argomento
Pensieri
martedì 17 aprile 2012
Thrive
Condivido con voi un ottimo documentario che spiega chiaramente i problemi della società attuale e il movimento necessario per arginarli.
THRIVE è un documentario non convenzionale che solleva il velo su quello che sta realmente accadendo nel nostro mondo, seguendo il denaro a monte - scoprire il consolidamento globale del potere in quasi ogni aspetto della nostra vita. Intrecciando innovazioni nel campo della scienza, coscienza e attivismo, THRIVE offre soluzioni reali, che ci autorizzi con le strategie inedite e coraggiose per il recupero la nostra vita e del nostro futuro.
Argomento
Documentari
martedì 3 aprile 2012
Stati di coscienza
Per comprendere quale è la differenza tra gli stati di coscienza bisogna tornare al primo stato, che è il sonno. Questo è uno stato di coscienza interamente soggettivo. L'uomo è immerso nei suoi sogni, poco importa che ne conservi o meno il ricordo. Anche se qualche impressione reale raggiunge il dormiente, come suoni, voci, calore, freddo, sensazione del proprio corpo, esse non risvegliano in lui che immagini soggettive fantastiche. Poi l'uomo si sveglia. A prima vista, questo è uno stato di coscienza completamente diverso. Egli può muoversi, parlare con altre persone, fare dei progetti, vedere dei pericoli, evitarli, e così di seguito. Sarebbe ragionevole pensare che si trovi in una situazione migliore di quando era addormentato. Ma se vediamo le cose un po' più a fondo, se gettiamo uno sguardo sul suo mondo interiore, sui suoi pensieri, sulle cause della sue azioni, comprendiamo che egli è pressoché nello stesso stato in cui era quando dormiva. E anche peggio, perché nel sonno egli è passivo, cioè non può fare nulla. Nello stato di veglia, al contrario, egli può agire continuamente e i risultati delle sue azioni si ripercuoteranno su di lui e sulle persone intorno a lui. Eppure, non si ricorda di se stesso. Egli è una macchina, tutto gli succede. Egli non può fermare il flusso dei suoi pensieri, non può controllare la sua immaginazione, le sue emozioni, la sua attenzione. Vive in un mondo soggettivo di "amo", "non amo", "mi piace", "non mi piace", "ho voglia", "non ho voglia", cioè in un mondo fatto di ciò che crede di amare o non amare, di desiderare o non desiderare.
Non vede il mondo reale.
Esso gli è nascosto dal muro della sua immaginazione.
Egli vive nel sonno. Dorme.
Quello che chiama la sua "coscienza lucida" non è che sonno, e un sonno molto pericoloso del suo sonno, la notte, nel suo letto.
da "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"
di P.D. Ouspensky - Casa Editrice Astrolabio
Argomento
Verso la Luce
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